COMUNICATI STAMPA Archivi - CALAGONONE JAZZ FESTIVAL

Cala Gonone Jazz 2025, il respiro del paesaggio diventa concerto



Cinque giornate di concerti tra barche, grotte e teatri, in un’edizione che ha seguito i luoghi e le condizioni naturali, lasciando il paesaggio a dettare il ritmo

Dal 19 al 29 luglio 2025, Cala Gonone si è trasformata in crocevia di voci, strumenti e culture per la 38ª edizione del Cala Gonone Jazz Festival. Cinque giornate di musica, visioni sonore e incontri artistici che hanno saputo coniugare qualità musicale e bellezza naturale, nonostante le sfide meteorologiche. Il Festival ha confermato il proprio spirito adattivo, riempiendo di suono ogni spazio disponibile: dall’Acquario al Teatro, dalle Grotte fino al mare.

Concerti all’Acquario di Cala Gonone

A causa del maltempo nei primi giorni del Festival, alcuni eventi sono stati ospitati all’interno dell’Acquario di Cala Gonone.

Il concerto inaugurale “Arias – Canti, Cantos, Cantileni e Corde”, inizialmente previsto alle Grotte del Bue Marino, è stato spostato all’Acquario per via del mare mosso. Le tre voci femminili – Cristina Renzetti, Daniela Spalletta e Francesca Corrias – insieme alla chitarra del brasiliano Roberto Taufic, hanno dato vita a un racconto sonoro ricco di dialetti, melodie popolari e armonie internazionali.

Il lungo weekend del festival, dal 25 luglio, ha visto l’Orchestra Jazz del Liceo Musicale “S. Satta” di Nuoro, diretta da Giorgio Cùscito, portando sul palco l’energia giovane e la vitalità dell’ensemble scolastico insieme a formatori straordinari come Mauro Usai e Pierluigi Manca.

In un momento non programmato -sempre dovuto al maltempo- nella stessa sera la contrabbassista di fama internazionale Linda May Han Oh ha regalato al pubblico un flash mob musicale all’interno dell’area delle Vasche Tattili, in un gesto di grande spontaneità e connessione con lo spazio e con il pubblico, ricordando che il jazz si crea ovunque, come da grande tradizione d’improvvisazione.

Il concerto del sabato – 26 luglio alle Grotte del Bue Marino

Anche il sabato ha regalato un momento di grande suggestione naturale: la giornata è iniziata già sulla barca, con un’introduzione sonora di Luca Schirru, che ha accolto il pubblico con strumenti tradizionali sardi.Una volta entrati nella grotta, Schirru ha proseguito la sua performance con launeddas, organetto e sulittu, creando un’atmosfera arcaica e ipnotica, in pieno dialogo con l’acustica viva del luogo.

A seguire, la contrabbassista di fama internazionale Linda May Han Oh si è esibita in solo, alternando voce e contrabbasso in una performance sospesa tra melodia e sperimentazione. Il suo concerto, raffinato e profondamente concentrato, ha sfruttato ogni risonanza naturale della grotta, offrendo un momento di grande raccoglimento e sintonia con il palco più amato della manifestazione.

Il Teatro come centro pulsante del Festival

Con il persistere delle condizioni meteo avverse, la maggior parte dei concerti previsti in spazi all’aperto è stata trasferita al Teatro di Cala Gonone, che si è trasformato nel vero cuore del festival.

La serata di sabato è iniziato con Shorter’Stories che ha aperto la serie di concerti in teatro con un omaggio creativo all’eredità musicale di Wayne Shorter, tra improvvisazione e ricerca timbrica.

Emma Smith & Band hanno dato vita a una performance intensa e sentita. Emma ha condiviso con il pubblico l’emozione di essere in Sardegna, terra che ha sempre sognato di visitare e dove, come ha raccontato, hanno suonato alcuni dei suoi miti musicali. Calcare quel palco per lei ha rappresentato un punto di arrivo personale e artistico.

Domenica 27 luglio, il giovane e originale Jacopo Tore ha proposto una selezione di brani originale con un tono di classicità, ma sempre personale e contemporanea. La sua cifra eccentrica e alternativa ha portato una ventata di freschezza e teatralità, molto apprezzata dal pubblico.

Infine, Rossana Casale ha presentato il suo nuovo lavoro discografico “Almost Blue”, un concept album che attraversa le sfumature del “blu” nel jazz, da Blue in Green a Little Girl Blue. Accompagnata da un quintetto di altissimo livello – Luigi Bonafede (piano), Carlo Atti (sax), Alessandro Maiorino (contrabbasso), Enzo Zirilli (batteria) – Casale ha offerto un concerto elegante, profondo e coinvolgente.

Un finale tra vento e meraviglia – 29 luglio alle Grotte del Bue Marino

L’ultima giornata del Festival si è aperta con il concerto del Sissoko Music Trio – Baba, Djana e Bao Sissoko – ospitato nelle Grotte del Bue Marino nonostante il vento deciso e le condizioni climatiche sfidanti.Il concerto si è svolto in piena sicurezza grazie al supporto logistico e organizzativo dello staff. Il pubblico, numeroso e attento, ha vissuto un’esperienza immersiva: le voci potenti e ancestrali di Djana e Baba, unite alla delicatezza della kora di Bao, hanno risuonato tra le rocce della grotta in un intreccio di tradizione griot, improvvisazione e narrazione orale. Un’emozione enorme che, una volta risaliti in barca, il pubblico ha chiesto un bis a cielo aperto, prolungando la magia oltre la cornice del concerto.

Gran finale sul Lungomare Palmasera

Anche l’ultima giornata del Festival ha visto la presenza costante del Villaggio del Jazz, curato da Coldiretti Nuoro Ogliastra, che ha accompagnato le serate del weekend con una selezione di prodotti tipici locali, degustazioni, vini, formaggi e dolci della tradizione sarda. Accanto agli stand gastronomici, anche uno spazio dedicato all’artigianato artistico del territorio.

Il Villaggio ha rappresentato un momento di incontro tra musica e cultura materiale, rafforzando il legame tra la rassegna e le realtà locali, e offrendo al pubblico un’occasione di scoperta, convivialità e approfondimento identitario.

La sera del 29 luglio, il Lungomare Palmasera si è trasformato in una grande festa musicale.

Il progetto SoulSacrifice – The Music of Carlos Santana, con Sara Sarritzu e Paolo Nonnis, ha infiammato la piazza con i ritmi latini del grande chitarrista messicano.

A seguire, la SuperLatin Orchestra, guidata da Anna Flame, ha proposto un mix esplosivo di salsa, latin jazz e improvvisazione, trascinando il pubblico fino a tarda sera.

Il DJ set finale ha chiuso il Festival con energia e balli sulla spiaggia.

Un Festival che attraversa i luoghi e resiste al tempo

Anche quest’anno, il Cala Gonone Jazz Festival ha saputo riconfigurarsi senza perdere la propria anima: un evento che unisce la qualità artistica alla valorizzazione dei luoghi e delle persone.

Dalle grotte al teatro, dalle onde ai palchi, la musica ha trovato casa.

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Foto ©️ Giulio Capobianco

Partenza in musica con Arias in Acquario



Da Linda Oh a Rossana Casale, il viaggio continua sino al 29 luglio

Prosegue la manifestazione più longeva del centro Sardegna. Nonostante il mare mosso, il concerto del quartetto Arias, ha attirato numerosi amanti del jazz nell’accogliente spazio dell’Acquario che sarà sede di altri spettacoli in questo fine settimana.

Si torna dunque su questo palco venerdì 25 luglio, l’Acquario accoglierà la Orchestra Jazz del Liceo S. Satta di Nuoro, diretta e arrangiata da Giorgio Cùscito, seguita dal ritorno di Linda May Han Oh & Band, celebre bassista, già ospite del festival nel 2017, salirà sul palco insieme a Sara Serpa, Fabian Almazan, Will Vinson e Mark Whitfield Jr.

Sabato 26 luglio, Grotte del Bue Marino sempre con Linda Oh in un set per contrabbasso e voce, anticipato dai suoni tradizionali di Luca Schirru (launeddas, solittu, organetto, trunfa). 

Tra i suoni naturali delle Grotte del Bue Marino, Linda Oh si presenta in una veste solitaria, svelando la dimensione più intima e meditativa del suo strumento. Con il solo contrabbasso e la voce, esplora le possibilità ritmiche, armoniche e timbriche dello strumento, tessendo storie, ricordi, canti. 

L’introduzione di Luca Schirru, maestro di strumenti tradizionali sardi, aggiunge un momento di forte radicamento culturale, grazie alle launeddas, all’organetto e ad altri strumenti della tradizione sarda: un preludio evocativo che dialoga idealmente con la ricerca sonora della Oh.

In serata, all’Acquario, Shorter’stories scalderà l’atmosfera prima dell’esibizione di Emma Smith & Band, per una notte di swing.

Shorter’stories è un quartetto dedicato a uno dei giganti del jazz moderno: Wayne Shorter. I musicisti, provenienti da diverse esperienze europee, reinterpretano il repertorio e lo spirito visionario di Shorter, tra strutture aperte, interplay dinamico e momenti di improvvisazione pura. Il sax di Lorenzo Bisogno guida l’ensemble con un fraseggio narrativo e personale, sostenuto dal pianoforte elegante di Christian Pabst, dal contrabbasso solido di Nicola Muresu e dal drumming energico di G. Filindeu. Una serata che è anche un omaggio al jazz come linguaggio in continua evoluzione.

Domenica 27 luglio, sempre all’Acquario, aprirà la serata Jacopo Tore e a seguire una delle voci più amate della scena nazionale: Rossana Casale. La cantante, sarà accompagnata da Luigi Bonafede, Carlo Atti, Enzo Zirilli e Alessandro Maiorino.

Martedì 29 luglio, il gran finale vedrà protagonisti nelle Grotte del Bue Marino il Sissoko Music Trio — Djana, Baba e Bao Sissoko — artisti che più volte hanno lasciato un segno nel cuore del pubblico del Festival. In serata, il Lungomare Palmasera si trasformerà in una festa di suoni latini con SoulSacrifice, tributo a Carlos Santana, la potente SuperLatin Orchestradiretta da Paolo Nonnis e Sara Sarritzu, e un DJ set per ballare sotto le stelle fino a notte fonda.

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Al via il Cala Gonone Jazz Festival 2025



Arias

La manifestazione apre il 19 luglio con “Arias”

Si alza il sipario sulla XXXVIII edizione del Cala Gonone Jazz Festival, dal 19 al 29 luglio.

L’incantevole borgo sul golfo, ospiterà undici concerti su tre diversi palchi in una settimana che celebra ritmi latini, world music sino allo smooth jazz e sonorità distintive del genere.

Scenari unici dalle imbarcazioni che raggiungono le Grotte del Bue Marino, agli spazi intimi dell’Acquario di Cala Gonone, fino al Lungomare Palmasera per cinque serate coinvolgenti e ricche di ispirazioni.

Si parte questo sabato 19 luglio, le Grotte del Bue Marino ospiteranno “Arias”, un incontro di voci, cantilene e corde che unirà Cristina Renzetti (Abruzzo), Daniela Spalletta (Sicilia), Francesca Corrias (Sardegna) e il chitarrista brasiliano Roberto Taufic.

Arias è un incontro di voci e corde che nasce dall’amore per la parola cantata, la tradizione popolare mediterranea e l’esplorazione jazzistica. Cristina Renzetti, Daniela Spalletta e Francesca Corrias, provenienti da tre regioni italiane diverse, intrecciano timbri, dialetti e stili, dando vita a polifonie inedite, tra canti di lavoro, ninna nanne, e improvvisazioni vocali. La chitarra di Roberto Taufic, raffinato musicista di origini brasiliane, sarà il tappeto armonico ricco di sfumature sudamericane e jazz, capace di creare un ponte tra continenti e culture. Il concerto, immerso nella suggestiva cornice naturale delle grotte, promette un’esperienza acustica di grande poesia.

Il festival prosegue venerdì 25 luglio, l’Acquario accoglierà la Orchestra Jazz del Liceo S. Satta di Nuoro, diretta e arrangiata da Giorgio Cùscito, seguita dal ritorno di Linda May Han Oh & Band, celebre bassista, già ospite del festival nel 2017, salirà sul palco insieme a Sara Serpa, Fabian Almazan, Will Vinson e Mark Whitfield Jr.
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Presentata la nuova edizione del CGJF 2025 | Echoes in Motion dal 19 – 29 luglio



Echoes in Motion: il Cala Gonone Jazz Festival tra tradizione, natura e vibrazioni contemporanee

Il Cala Gonone Jazz Festival, organizzato dall’associazione Intermezzo Nuoro, celebra la sua 38ª edizione confermandosi uno dei festival jazz più radicati e longevi dell’isola, un punto di riferimento per chi ama la musica in dialogo profondo con un territorio straordinario. 

Da quasi quarant’anni, questo appuntamento trasforma Dorgali e Cala Gonone — incastonati tra le meraviglie naturali del Golfo di Orosei — in un palcoscenico diffuso, dove note, cultura e comunità si intrecciano.

Nonostante le difficoltà e i cambiamenti di questi decenni, il festival è rimasto saldo grazie alla fiducia del pubblico, al sostegno costante dell’amministrazione comunale -che ha sempre creduto nella potenzialità di valorizzazione e rilancio della cultura e dell’economia che ruotano intorno alla manifestazione- e all’impegno dei partner storici che condividono la stessa visione di promozione culturale e identitaria.

Echoes in Motion racconta un viaggio musicale in cui le risonanze del passato si intrecciano con le vibrazioni del presente.

Il Cala Gonone Jazz Festival 2025 propone un’esperienza sonora che attraversa luoghi simbolo del territorio — dalle Grotte del Bue Marino all’Acquario di Cala Gonone —, valorizzando le radici culturali e aprendo nuove traiettorie musicali. L’attenzione alla presenza femminile, il dialogo tra tradizione e innovazione, e la relazione profonda con il paesaggio naturale sono i temi portanti di questa edizione, dove il jazz diventa movimento, memoria viva e scoperta continua.

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Cala Gonone Jazz XXXVII



Il festival dell’associazione Intermezzo Nuoro in scena dal 18 al 28 luglio

“Piece of Shelter” il titolo scelto per quest’edizione.

Il pacifico golfo di Orosei rifugio della musica per chi cerca riposo da un mondo in conflitto

Tredici concerti e quattro location per la trentasettesima edizione del Cala Gonone Jazz festival, in scena dal 18 al 21 luglio e il 27 e 28 luglio sempre a Cala Gonone.

I palchi di quest’anno saranno quelli dell’Acquario di Cala Gonone; il Villaggio del Jazz sul lungomare Palmasera (ormai da qualche anno un grande banco di prova per il festival, che grazie al partenariato con la Coldiretti è riuscito a congiungere realmente l’enogastronomia locale con la musica jazz); le Grotte del Bue Marino e infine il Teatro Comunale di Cala Gonone per le due giornate finali.

Il programma prevede numerosi artisti di fama internazionale nel panorama jazz e alcuni di essi saranno, per una precisa scelta dell’associazione culturale l’Intermezzo, legati a contesti geografici e culturali particolarmente rilevanti per l’attualità degli eventi contemporanei che, nostro malgrado -vista la loro tragicità- continuano a imperversare, ponendoci di fronte a dubbi e polarizzazioni, molto spesso senza una soluzione.

Ma le facili risposte a dilemmi complessi sono il più delle volte privilegio di chi non vive sulla propria pelle la sofferenza di un conflitto.

Dal canto nostro, senza voler scadere in una retorica pacifista più dannosa che confortante, vorremmo che il nostro festival e i suoi palchi divenissero un mezzo, un modo per comunicare la propria esperienza, le proprie istanze, la propria identità, tramite un linguaggio comprensibile e versatile come la musica. Il fine è quello di rendere consapevole il pubblico, far conoscere le storie personali e collettive di popolazioni le cui vicende sono solo apparentemente lontane da noi

Per questo motivo, il sottotitolo del festival sarà “A Piece of Shelter” un piccolo rifugio, un pezzettino della nostra isola che offre appoggio e sostegno anche soltanto momentaneamente, dando la possibilità a chi arriva di ristorarsi. Abbiamo infatti voluto dare una polisemica valenza a questo piece: da una parte affine al suono di “pace”, la sensazione trasmessa dal golfo di Orosei e i suoi comuni, i quali si presentano come luoghi in cui riposare, in cui trovare accoglienza e serenità lontani dai conflitti, anche se per un breve periodo, trovando anche nella musica e nello scambio un elemento di unione e di risoluzione.

Anche per quest’anno, non possiamo non ringraziare il supporto dell’amministrazione di Dorgali guidata da Angela Testone;la Regione Sardegna e l’Assessorato della Pubblica Istruzione beni culturali, informazione, spettacolo e sport; la Fondazione di Sardegna; i nostri partner per l’ottima riuscita del Villaggio del Jazz, Coldiretti Nuoro-Ogliastra insieme alla Cantina di Dorgali.

Visti gli esiti positivi degli ultimi due anni, abbiamo rivisto e rielaborato la formula del “Villaggio del jazz”, un punto di riferimento per chi volesse rifocillarsi, informarsi o anche acquistare merchandising relativo al festival. Il Villaggio del Jazz ha dimostrato di avere le potenzialità per riunire tutta una serie di parametri per noi importantissimi come la sensibilizzazione ai temi ambientali e di tutela del territorio, il consumo consapevole dei prodotti di stagione, la valorizzazione dei piatti tipici e la lotta allo spreco alimentare.

L’apertura del festival è dunque prevista per giovedì 18 luglio all’Acquario con un concerto di benvenuto del musicista Pierpaolo Vacca, musicista ovoddese appassionato di world music, ispirato dalle sonorità della musica celtica, da quelle senegalesi, il jazz e – naturalmente- quella della Sardegna, presenta “Travessu”, un lavoro che si muove tra questi generi. Insieme a lui Dj Cris, già collaboratore per il disco e di Vacca e che ogni sera si occuperà del dj set per il festival.

Venerdì 19 e sabato 20 luglio dalle 21,00, la manifestazione si sposta al Villaggio del Jazz, Lungomare Palmasera.

Durante la prima serata si esibirà il coro femminile Eufonia di Gavoi sulle composizioni di Giulio Piras, accompagnato dal contrabbasso di Sofia Bianchi. Al concerto seguirà lo sperimentatore Paolo Angeli, con la sua ormai celeberrima chitarra sarda preparata.

A conclusione della serata Dj Cris Feat. Simone Pala presentano Mpatapo.

Sabato sarà invece il turno della formazione Urban Gipsy, per l’occasione in duo. Una formazione proveniente dall’Ucraina e specializzata in jazz-manouche.

Seguirà il pianista palestinese Faraj Suleiman in quartetto, che porterà sul palco un repertorio jazz originale, influenzato dalle sonorità della sua terra e della musica araba.

Chiude Dj Cris Feat. Jacopo Tore con Orizuru.

Alle Grotte del bue Marino, domenica 21 luglio, il duo Quest of Invisible, capitanato dalla flautista franco-siriana Naissam Jalal.

La partenza è dal molo di Cala Gonone alle 11,00.

Si conclude questa prima parte al Villaggio del Jazz con il trio della pianista Jazz Francesca Tandoi a cui seguirà il progetto del grandissimo musicista e polistrumentista americano Kahil El’Zabar “Ethnic heritage Ensemble 50th Anniversary” con ”Open me, A Higher Consciousness of Sound and Spirit”.

L’ultimo dj-set per quest’edizione, sempre a cura di Dj Cris, è No more “Charlie” Feat. Giovanni Trapani.

Si torna a Cala Gonone il 27 e 28 luglio, stavolta al Teatro Comunale dove si esibiranno le nuove stelle del piano jazz: Emmet Harley Cohen in trio, sabato 27 e Amaro Freitas piano solo, domenica 28.

“Piece of a shelter”

Acquario – ore 21.00

Pierpaolo Vacca ft. Dj Cris “Travessu”

Villaggio del Jazz* – LUNGOMARE PALMASERA – ore 21.00

Coro Femminile Eufonia Gavoi, Sofia Bianchi, Contrabbasso. Composizioni di Giulio Piras

Paolo Angeli

Mpatapo Dj Cris Feat. Simone Pala

Villaggio del Jazz* – LUNGOMARE PALMASERA – ore 21.00

Urban Gipsy

Dimitri Kushnirov, chitarra; Francesco Greppi, chitarra

Faraj Suleiman 4et

Orizuru Dj Cris Feat. Jacopo Tore

Grotte del Bue Marino – ore 11:00 (imbarco)

Quest of Invisible

Naissam Jalal, flauto, voce, nay – Lina Belaid, violoncello

Villaggio del Jazz* – LUNGOMARE PALMASERA – ore 21.00

Francesca Tandoi trio

Francesca Tandoi piano; Stefano Senni contrabbasso; Giovanni Campanella batteria

Kahil El’Zabar’s Ethnic heritage Ensemble 50th Anniversary

”Open me, A Higher Consciousness of Sound and Spirit”

Kahil El’Zabar, drums percussion; Corey Wilkes, trumpet; Alex Harding, baryton sax; Ishmael Ali, cello

No more “Charlie” Dj Cris Feat. Giovanni Trapani

Teatro Comunale – ore 22.00

Emmet Cohen Trio  

Emmet Cohen, piano; Joey Ranieri, bass; Joe Farnsworth drums

Teatro Comunale – ore 22.00

Concerto di apertura a cura del Dipartimento di Jazz del Conservatorio Canepa di Sassari

Amaro Freitas

Piano solo

Dal 7 al 12 maggio 2024, racconto della storia del festival attraverso un percorso multimediale in collaborazione con Il Liceo Scientifico di Dorgali e il Comune di Dorgali.

Acquario di Cala Gonone:mostra fotografica “No Flash Please” dal 15 luglio al 15 settembre.

Villaggio del Jazz* in collaborazione con Coldiretti e Cantina di Dorgali. (€5,00 compresa consumazione)

I biglietti per i concerti alle Grotte del Bue Marino comprendono la traversata in traghetto

Info e programma completo su

calagononejazzfestival.com

Prevendita biglietti su Vivaticket

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L’Acquario di Cala Gonone vibra sulle le note del canto polifonico



Il Coro Istelotte, storiche voci dorgalesi, nel calendario della rassegna Cala Gonone Jazz 

Secondo appuntamento per la rassegna del Cala Gonone Jazz, sempre in Acquario, dove sabato 30 settembre, dalle 19,30 si esibirà il Coro Istelotte, voci storiche del canto polifonico dorgalese, collaboratori di lunga data con l’associazione Intermezzo, organizzatrice del festival. 

Al termine del concerto è prevista una degustazione offerta dalla Cantina Sociale di Dorgali.

Fondato nel 1996, il Coro Istelotte è un coro maschile composto da diciotto elementi, lo scopo sociale dell’Associazione Culturale omonima è quello di recuperare i canti della tradizione e la valorizzazione delle poesie dei poeti dorgalesi.

Negli anni ha partecipato a numerose manifestazioni,rassegne e festival, sia in Sardegna, sia nel resto della penisola, così come in altri paesi europei tra cui Spagna, Portogallo, Croazia e Germania.

Ha vinto -nel 1999- la medaglia d’argento nella 2° rassegna internazionale del Canto Popolare a Barcellona. Terzi nella sezione cori maschili al concorso “A manu tenta” 7° memorial Bobore Nuvoli a Nuoro Ottobre 2021.  Primi assoluti e primi nella sezione maschile nel concorso “Cantos e Ammentos” 6° concorso a premi “Antonio Garau” a Oristano nel novembre 2022.

Dal 2016 è diretto dal Maestro Donato Di Iorio.

Di Iorio, dopo gli studi classici, si è brillantemente diplomato nel 1986 in Pianoforte presso il Conservatorio “L. Perosi” di Campobasso sotto la guida di Maddalena Condò, con cui si è perfezionato.

Ha eseguito diversi concerti come solista e in formazione da camera nel Molise, Lazio, Abruzzo e Sardegna, mentre nel1990 ha vinto il concorso ordinario di educazione Musicale.

Dal 1996 ha seguito i corsi organizzati dalla SIEM di Cagliari e dalla Scuola civica di Nuoro tenuti dai maestri Zucca (direzione), Costi e Rezza (canto), Strinna (percussioni), Ledda (informatica musicale).

Ha seguito i corsi di Canto gregoriano tenuti dal m° F. Rampi.

Dal 2011 dirige il coro “Lorenzo Perosi” di Dorgali e dal 2016 il coro “Istelotte”.

All’Acquario sarà anche presente, sino al 7 ottobre, la mostra “No flash please”, un compedio fotografico curato da Giulio Capobianco che testimonia il lungo impegno di Intermezzo nel realizzare il Cala Gonone Jazz Festival: dai primi scatti del compianto Gino Crisponi(fotografo e fondatore del festival) passando per Agostino Mela, Tiziana Pala e molti altri, la mostra ritrae gli artisti che hanno dato lustro alla manifestazione dal 1988 sino al 2022. 

(Il Coro Istelotte al Cala Gonone Jazz Festival nel 2020

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Dopo il festival continua la rassegna del Cala Gonone Jazz



La storica manifestazione targata Intermezzo prosegue con l’esibizione di Williboy Taxi all’Acquario di Cala Gonone

Si torna a Cala Gonone. La manifestazione dell’associazione culturale l’Intermezzo, dopo la canonica rassegna di fine luglio, si prepara a un nuovo appuntamento il 26 agosto all’Acquario di Cala Gonone tra musica e degustazione di vini di Dorgali.

Non sarà il jazz, ma il suo fratello di sangue il blues il protagonista della serata con le note roche dello storyteller e polistrumentista Williboy Taxi, sardo con l’anima che naviga sul Delta del Mississippi. 

A un anno dal suo primo disco solista “…Down the road”, uscito dopo un’esperienza decennale come frontman del gruppo blues – rock Dirty Hands, l’artista quartese vanta una carriera che ha visto numerose collaborazioni, tra cui quella con il veterano Vittorio Pitzalis, compagno di avventure tra le storie che questo genere e capace di raccontare con quel trasporto emotivo e il lamento che lo caratterizza. 

Assiduo collaboratore delle iniziative organizzate dall’associazione nuorese, troverà nello scenario rilassante dell’Acquario il posto ideale per creare atmosfere di “non luogo” dove spazio e tempo non hanno alcun dominio, dove il blu del mare –elemento antico e primordiale- accompagna racconti in cui tutti e in ogni epoca possiamo rispecchiarci o riconoscere l’altro. 

All’Acquario sarà anche presente, sino al 7 ottobre, la mostra “No flash please”, un compedio fotografico curato da Giulio Capobianco che testimonia il lungo impegno di Intermezzo nel realizzare il Cala Gonone Jazz Festival: dai primi scatti del compianto Gino Crisponi(fotografo e fondatore del festival) passando per Agostino Mela, Tiziana Pala e molti altri, la mostra ritrae gli artisti che hanno dato lustro alla manifestazione dal 1988 sino al 2022.

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Tra performance esuberanti e danze si è concluso il trentaseiesimo Cala Gonone Jazz Festival



Le quattro intense giornate del festival jazz di Cala Gonone si sono concluse con il migliore degli auspici, quello di aver reso al pubblico un’esperienza capace di coinvolgerli nell’anima e nel corpo. 

Le grotte del bue marino sono, come sempre, luogo prediletto e più scelto per immergersi nell’ascolto, ancora di più se artisti come Gavino Murgia dedicano a queste pareti calcaree millenarie progetti come “Sounds of the Womb”, il quale ha attirato cultori e curiosi dentro la sala della dama bianca giocando con i suoni, la voce, i richiami gutturali che rimandano alla nostra storia e alla terra, il silenzio e le onde del mare. Compagna ideale in questo viaggio è stata l’eccellente Nataša Mircovič, esperta di musica barocca e tradizionale, che – nonostante la prima volta in Sardegna- è riuscita a trovare un filo diretto con le sperimentazioni acustiche, musicali (immancabili il sax e i synth) e vocali di Gavino Murgia.

L’Arena Palmasera, invece, ha raccolto i più attenti e appassionati grazie agli interventi di Dado Moroni con More of Les (insieme all’hammondista Alberto Marsico e al batterista Luca Guarino) e Tonino Carotone. 

Il lavoro di Moroni, incentrato sul pianista, cantante e compositore Les McCann, è stato realizzato per un motivo solo apparentemente banale “Mi dà gioia ascoltarlo” ha commentato Moroni “non c’è più quel brio, quella spensieratezza e festosità nella musica contemporanea, o almeno io non la sento più come un tempo. A Les McCann dobbiamo molto, senza di lui non avremmo l’RnB, non ascolteremmo il soul e il funky, non avremmo tutte quelle forme di groove che oggi pervadono gran parte della produzione musicale. È stato ed è un innovatore”. I brani proposti, per quanto omaggi e rifacimenti, hanno mantenuto l’impronta artistica di Moroni e l’idea di base che emerge conferma quanto detto su McCann dal pianista: non ce ne sarà un altro, ma la sua ispirazione fa produrre nuovi capolavori. 

E dopo il trio, la big band con un irriducibile Tonino Carotone senza freni. Due ore di spettacolo tra i nuovi brani del disco Etiliko Romantico, pezzi celebri e cover di vecchie glorie cantate con trasporto da tutti i presenti. 

In quest’ultima giornata dedicata a musica, natura ed enogastronomia, i presenti hanno continuato la serata ormai carichi di entusiasmo, continuando a ballare anche dopo i concerti guidati dalla musica selezionata da DJ Cris.

Associazione Culturale l’Intermezzo Nuoro

Associazione Culturale “L’Intermezzo”
Via Aurelio Saffi n. 1
Tel. e Fax 0784 232539 (info e prenotazione)
Sito: www.calagononejazzfestival.com
E-mail: ass.intermezzo@tiscali.it
Ufficio Stampa
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calagononejazz@gmail.com
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Cala il sipario sul Cala Gonone Jazz 2023



Il festival saluta il suo pubblico con l’esibizione di Dado Moroni e Tonino Carotone

La mattina alle grotte del Bue Marino, la produzione originale targata Intermezzo e ideata da Gavino Murgia

Oltre due ore di musica e atmosfera alle Grotte del Bue Marino con gli interventi del duo Zappareddu – Maltana, in viaggio tra la musica proveniente da ogni parte del mondo e influenze dell’isola sospese tra l’antico e il contemporaneo. Il violoncello in solo di Gianluca Pischedda, accompagnato da campionature realizzate per l’esibizione di “Alone” riprendono invece temi più solenni ed emotivamente coinvolgenti, colonne sonore per l’anima che la grotta ha saputo assorbire e riverberare dolcemente. 

Alla sera le esibizioni dei vincitori del jazz contest indetto dall’accademia di Siena, la formazione “The Living Room” ha invece saputo intrattenere il pubblico per la prima parte della serata, con alcuni brani originali ispirati a momenti più classici dal bebop alla bossanova. 

A chiudere la prima serata gononina, Vanessa Rubin accompagnata dal pianista Danny Grissett, per quasi due ore di grande show tra pezzi originali interpretati divinamente e omaggi alle immortali voci del jazz come quella di Billie Holiday.

Il festival saluta il suo pubblico questo sabato 29 luglio, salpando verso le Grotte con Gavino Murgia al timone del suo progetto originale “Sounds from the womb”, realizzato insieme all’associazione Intermezzo e dedicato a questo straordinario anfiteatro naturale. 

Nel meraviglioso antro delle Grotte del Bue Marino sono racchiuse le simbologie e le matrici del femminile nel quale l’essere umano trova rifugio e protezione, anche per la forte presenza dell’acqua marina, elemento e fonte generatrice di vita, il mar Mediterraneo sulla quale la grotta si affaccia.

La grotta come luogo prenatale dove si genera nuova musica ricca di elementi sonori che insieme si combinano, anche influenzati dallo spazio circostante, per creare un nuovo suono e linguaggi ricchi di mille sfumature.

Al Villaggio del Jazz doppio spettacolo dopo l’apertura di DJ Cris alle 19,30: More of Les (Moroni – Guarino – Marsico) e Tonino Carotone & Band con “Etiliko Romantiko”.

More Of Les racconta la storia del felice incontro di tre musicisti che condividono lo stesso amore per il jazz, il gospel e il blues: il pianista Dado Moroni, l’hammondista Alberto Marsico e il batterista Luca Guarino. L’argomento dell’incontro è la musica di Les McCann e tutti i brani che il trio esegue sono stati registrati o scritti dal pianista di Pittsburgh nel periodo che va dal 1960 al 1970. Il concerto è un connubio perfetto tra musica sacra e swing, forma una miscela esplosiva di blues e soul che è la stessa che ha caratterizzato fortemente la musica afroamericana di quegli anni. 

Etiliko Romantiko è il nuovo album dell’artista spagnolo cantato in cinque lingue (italiano, spagnolo, inglese, francese e greco) celebra il suo amore per l’Italia e più in generale per i paesi del Mediterraneo.

Tonino Carotone continua la sua navigazione controcorrente, lontano dalle mode e coerente ai suoi valori, che lo vedono ancora una volta tra la gente, nei quartieri popolari, seduto al bar raccontando e ascoltando storie di vita.

Tanti gli artisti e amici che hanno accompagnato l’istrionico musicista spagnolo (basco d’adozione), da Gino Paoli a Piotta, dal Piccolo Coro dell’Antoniano a Markos Koumaris (Locomondo), da Pietra Montecorvino ad Alessandro Stefana (Vinicio Capossela), da Lorenzo Hengeller a JhonnyBoy, da Laura Furci a Mimmo Epifani ed il Circolo Mandolinistico di San Vito dei Normanni fino a Piluka Aranguren, Bolla Trio e molti altri musicisti internazionali– 

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Comincia il fine settimana del Cala Gonone Jazz



Dopo i concerti alla Cantina si parte per le Grotte del Bue Marino

La sera si inaugura il Villaggio del Jazz sul lungomare Palmasera

Con un pubblico partecipe e attento sino all’ultima nota, le prime due giornate del Cala Gonone Jazz Festival si sono svolte in un clima cordiale e disponibile grazie anche ai partecipanti, artisti compresi, emozionati e felici di poter condividere le proprie esperienze personali attraverso la musica. 

Così la prima serata, che –con tre concerti e degustazioni- ha lasciato immergere per quasi quattro ore gli astanti in una nicchia a parte, un mondo dove canti tradizionali (come nel caso del coro Urisè), musica jazz sperimentale (Bad Talent Quintet) e classical jazz (Adrien Brandeis trio) si ritrovassero insieme in un dialogo aperto a ogni confronto. 

Seppure con dinamiche diverse, la stessa magia si è riprodotta giovedì 27 con il progetto ëlat – ispirato a “Le onde” di Virgina Woolf- del trombettista Mario Massa che tramite le onde prodotte dai synth, le armonizzazioni della chitarra di Kikko Sesselego e la guida della voce ammaliante di Mixafortuna, ha saputo creare sensazioni oniriche, di lontani e familiari ricordi. E di voci splendide il palco non è mai stato sazio: la seconda performance, quella della cantante Irene Serra col suo decennale quartetto ISQ, ha dato uno scossone alla serata con brani originali di matrice jazz pop, portando un po’di scena british anche a Dorgali.

Il 28 luglio si riparte da Gonone e alle 11,00 tutti pronti per l’imbarco verso le Grotte del Bue Marinodove due concerti attenderanno il pubblico del festival, quello del violoncellista cagliaritano Gianluca Pischedda con il suo Alone e il progetto Nomads del chitarrista nuorese Marcello Zappareddu accompagnato dal contrabbasso di Salvatore Maltana.

Dalle 19,30, il lungomare Palmasera – Villaggio del Jazz, si animerà con tre imperdibili spettacoli. 

A scaldare l’atmosfera, in attesa del piatto forte, un dj set curato da Momak, seguito da “The Living Room” in collaborazione con l’Accademia Siena Jazz. A concludere questa terza e ricca giornata la storyteller e cantante Vanessa Rubin accompagnata da un notabile ensemble: Danny Grissett al piano, Josh Ginsburg al basso e Mario Gonzi alla batteria.


Alone, di Pischedda, non è soltanto un progetto per violoncello solista: nel gioco della composizione, con un sapiente utlizzo dell’elettronica, possono essere anche dodici i violoncelli che – cercandosi, incastrandosi, plasmandosi tra di loro verso una forma ideale – evocano nell’ascoltatore una suggestione felice, a tratti semplicemente serena, a volte malinconica, ma mai triste. È un viaggio di un’ora che attraversa gli anni di esperienza del compositore cagliaritano, in cui le note si inseguono a ripercorrere tutte le stagioni di un’anima che cerca amore, amicizie e sintonie.

A seguire, Marcello Zappareddu e Salvatore Maltana con nove composizioni interamente originali contenute nel loro primo lavoro discografico dal titolo Nomads. Tutti i brani sono uniti da un unico filo descrittivo che ancora di più dimostra il lavoro paritetico, complementare di interplay tra Zappareddu e Maltana: un lavoro non semplice, coraggioso ed elegante. 

Al Villaggio del Jazz, area allestita nel Lungomare Palmasera in collaborazione con Coldiretti Nuoro – Ogliastra si parte col dj set di Momak. Momak nato il 1976 a Nuoro all’ età di 13 anni si appassiona alla cultura hip hop prima con la break dance poi con il rap. Negli anni ‘90 è cofondatore del gruppo menhir nel ruolo di MC e producer. Vincono festival della canzone sarda e premio Maria carta. Fin da piccolo colleziona vinili di musica black dal jazz al soul al funk al rap al reggae e di pari passo suona come dj in lungo e largo per l’isola e l’Italia. I suoi dj-set vantano collaborazioni e progetti con altri dj e strumentisti live. 

A seguire “The Living Living Room”, un progetto di orientamento jazz nato dalla recente collaborazione di Maria Cortesi (Voce), Ariel Tricomi (Pianoforte), Oscar Martin Del Rio (Batteria) e Leonardo Romeo Borghi (Basso Elettrico). I quattro si sono conosciuti fra le mura della Siena Jazz University e grazie all’incontro dei differenti background dei musicisti si è affermato un sound vario e intimo.

Reinterpretano creativamente i brani del repertorio afroamericano, oltre i classici della tradizione bossanova, senza sfociare nell’improvvisazione radicale ma rimanendo sempre legati alla forma canzone con un’impronta personale.

Conclude la serata il piatto forte Vanessa Rubin feat. Danny Grissett. Vanessa Rubin è riconosciuta come una delle più grandi cantanti jazz del mondo di oggi. Possiede una voce nota per la sua chiarezza cristallina. Nata a Cleveland, è stata fortemente influenzata da Nancy Wilson. Altre fonti di ispirazione includono il grande trombettista Blue Mitchell e il leggendario trio vocale di Lambert Hendricks e Ross, così come il suo amore per la Motown. Il pianista Danny Grissett si è affermato sulla scena jazz di Los Angeles negli anni ’90. Sotto la guida del batterista Billy Higgins, ha iniziato a esibirsi con artisti illustri come George Coleman, Jackie McLean e Ralph Moore.

Nel 2002 si unisce al batterista Roy McCurdy nel trio di John Heard. Danny si è trasferito a New York e nei primi mesi è diventato un sideman preferito da artisti come Vincent Herring e Vanessa Rubin. Ora si esibisce in tutto il mondo accanto a grandi icone come Benny Golson, The Mingus Big Band, Marcus Strickland, Russell Malone, Steve Nelson, Jeremy Pelt, Nicholas Payton, Buster Williams ed è membro del quintetto di Tom Harrell.

Si chiude sabato 29 luglio con Gavino Murgia “Sounds from the womb” alle Grotte del Bue Marino, mentre al Villaggio del Jazz ci saranno Dj Cris in apertura, More of Les (Moroni – Guarino – Marsico) e per concludere il nuovo progetto di Tonino Carotone “Etiliko Romantiko”.

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