COMUNICATI STAMPA Archivi - CALAGONONE JAZZ FESTIVAL

L’Acquario di Cala Gonone vibra sulle le note del canto polifonico



Il Coro Istelotte, storiche voci dorgalesi, nel calendario della rassegna Cala Gonone Jazz 

Secondo appuntamento per la rassegna del Cala Gonone Jazz, sempre in Acquario, dove sabato 30 settembre, dalle 19,30 si esibirà il Coro Istelotte, voci storiche del canto polifonico dorgalese, collaboratori di lunga data con l’associazione Intermezzo, organizzatrice del festival. 

Al termine del concerto è prevista una degustazione offerta dalla Cantina Sociale di Dorgali.

Fondato nel 1996, il Coro Istelotte è un coro maschile composto da diciotto elementi, lo scopo sociale dell’Associazione Culturale omonima è quello di recuperare i canti della tradizione e la valorizzazione delle poesie dei poeti dorgalesi.

Negli anni ha partecipato a numerose manifestazioni,rassegne e festival, sia in Sardegna, sia nel resto della penisola, così come in altri paesi europei tra cui Spagna, Portogallo, Croazia e Germania.

Ha vinto -nel 1999- la medaglia d’argento nella 2° rassegna internazionale del Canto Popolare a Barcellona. Terzi nella sezione cori maschili al concorso “A manu tenta” 7° memorial Bobore Nuvoli a Nuoro Ottobre 2021.  Primi assoluti e primi nella sezione maschile nel concorso “Cantos e Ammentos” 6° concorso a premi “Antonio Garau” a Oristano nel novembre 2022.

Dal 2016 è diretto dal Maestro Donato Di Iorio.

Di Iorio, dopo gli studi classici, si è brillantemente diplomato nel 1986 in Pianoforte presso il Conservatorio “L. Perosi” di Campobasso sotto la guida di Maddalena Condò, con cui si è perfezionato.

Ha eseguito diversi concerti come solista e in formazione da camera nel Molise, Lazio, Abruzzo e Sardegna, mentre nel1990 ha vinto il concorso ordinario di educazione Musicale.

Dal 1996 ha seguito i corsi organizzati dalla SIEM di Cagliari e dalla Scuola civica di Nuoro tenuti dai maestri Zucca (direzione), Costi e Rezza (canto), Strinna (percussioni), Ledda (informatica musicale).

Ha seguito i corsi di Canto gregoriano tenuti dal m° F. Rampi.

Dal 2011 dirige il coro “Lorenzo Perosi” di Dorgali e dal 2016 il coro “Istelotte”.

All’Acquario sarà anche presente, sino al 7 ottobre, la mostra “No flash please”, un compedio fotografico curato da Giulio Capobianco che testimonia il lungo impegno di Intermezzo nel realizzare il Cala Gonone Jazz Festival: dai primi scatti del compianto Gino Crisponi(fotografo e fondatore del festival) passando per Agostino Mela, Tiziana Pala e molti altri, la mostra ritrae gli artisti che hanno dato lustro alla manifestazione dal 1988 sino al 2022. 

(Il Coro Istelotte al Cala Gonone Jazz Festival nel 2020

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Dopo il festival continua la rassegna del Cala Gonone Jazz



La storica manifestazione targata Intermezzo prosegue con l’esibizione di Williboy Taxi all’Acquario di Cala Gonone

Si torna a Cala Gonone. La manifestazione dell’associazione culturale l’Intermezzo, dopo la canonica rassegna di fine luglio, si prepara a un nuovo appuntamento il 26 agosto all’Acquario di Cala Gonone tra musica e degustazione di vini di Dorgali.

Non sarà il jazz, ma il suo fratello di sangue il blues il protagonista della serata con le note roche dello storyteller e polistrumentista Williboy Taxi, sardo con l’anima che naviga sul Delta del Mississippi. 

A un anno dal suo primo disco solista “…Down the road”, uscito dopo un’esperienza decennale come frontman del gruppo blues – rock Dirty Hands, l’artista quartese vanta una carriera che ha visto numerose collaborazioni, tra cui quella con il veterano Vittorio Pitzalis, compagno di avventure tra le storie che questo genere e capace di raccontare con quel trasporto emotivo e il lamento che lo caratterizza. 

Assiduo collaboratore delle iniziative organizzate dall’associazione nuorese, troverà nello scenario rilassante dell’Acquario il posto ideale per creare atmosfere di “non luogo” dove spazio e tempo non hanno alcun dominio, dove il blu del mare –elemento antico e primordiale- accompagna racconti in cui tutti e in ogni epoca possiamo rispecchiarci o riconoscere l’altro. 

All’Acquario sarà anche presente, sino al 7 ottobre, la mostra “No flash please”, un compedio fotografico curato da Giulio Capobianco che testimonia il lungo impegno di Intermezzo nel realizzare il Cala Gonone Jazz Festival: dai primi scatti del compianto Gino Crisponi(fotografo e fondatore del festival) passando per Agostino Mela, Tiziana Pala e molti altri, la mostra ritrae gli artisti che hanno dato lustro alla manifestazione dal 1988 sino al 2022.

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Tra performance esuberanti e danze si è concluso il trentaseiesimo Cala Gonone Jazz Festival



Le quattro intense giornate del festival jazz di Cala Gonone si sono concluse con il migliore degli auspici, quello di aver reso al pubblico un’esperienza capace di coinvolgerli nell’anima e nel corpo. 

Le grotte del bue marino sono, come sempre, luogo prediletto e più scelto per immergersi nell’ascolto, ancora di più se artisti come Gavino Murgia dedicano a queste pareti calcaree millenarie progetti come “Sounds of the Womb”, il quale ha attirato cultori e curiosi dentro la sala della dama bianca giocando con i suoni, la voce, i richiami gutturali che rimandano alla nostra storia e alla terra, il silenzio e le onde del mare. Compagna ideale in questo viaggio è stata l’eccellente Nataša Mircovič, esperta di musica barocca e tradizionale, che – nonostante la prima volta in Sardegna- è riuscita a trovare un filo diretto con le sperimentazioni acustiche, musicali (immancabili il sax e i synth) e vocali di Gavino Murgia.

L’Arena Palmasera, invece, ha raccolto i più attenti e appassionati grazie agli interventi di Dado Moroni con More of Les (insieme all’hammondista Alberto Marsico e al batterista Luca Guarino) e Tonino Carotone. 

Il lavoro di Moroni, incentrato sul pianista, cantante e compositore Les McCann, è stato realizzato per un motivo solo apparentemente banale “Mi dà gioia ascoltarlo” ha commentato Moroni “non c’è più quel brio, quella spensieratezza e festosità nella musica contemporanea, o almeno io non la sento più come un tempo. A Les McCann dobbiamo molto, senza di lui non avremmo l’RnB, non ascolteremmo il soul e il funky, non avremmo tutte quelle forme di groove che oggi pervadono gran parte della produzione musicale. È stato ed è un innovatore”. I brani proposti, per quanto omaggi e rifacimenti, hanno mantenuto l’impronta artistica di Moroni e l’idea di base che emerge conferma quanto detto su McCann dal pianista: non ce ne sarà un altro, ma la sua ispirazione fa produrre nuovi capolavori. 

E dopo il trio, la big band con un irriducibile Tonino Carotone senza freni. Due ore di spettacolo tra i nuovi brani del disco Etiliko Romantico, pezzi celebri e cover di vecchie glorie cantate con trasporto da tutti i presenti. 

In quest’ultima giornata dedicata a musica, natura ed enogastronomia, i presenti hanno continuato la serata ormai carichi di entusiasmo, continuando a ballare anche dopo i concerti guidati dalla musica selezionata da DJ Cris.

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Cala il sipario sul Cala Gonone Jazz 2023



Il festival saluta il suo pubblico con l’esibizione di Dado Moroni e Tonino Carotone

La mattina alle grotte del Bue Marino, la produzione originale targata Intermezzo e ideata da Gavino Murgia

Oltre due ore di musica e atmosfera alle Grotte del Bue Marino con gli interventi del duo Zappareddu – Maltana, in viaggio tra la musica proveniente da ogni parte del mondo e influenze dell’isola sospese tra l’antico e il contemporaneo. Il violoncello in solo di Gianluca Pischedda, accompagnato da campionature realizzate per l’esibizione di “Alone” riprendono invece temi più solenni ed emotivamente coinvolgenti, colonne sonore per l’anima che la grotta ha saputo assorbire e riverberare dolcemente. 

Alla sera le esibizioni dei vincitori del jazz contest indetto dall’accademia di Siena, la formazione “The Living Room” ha invece saputo intrattenere il pubblico per la prima parte della serata, con alcuni brani originali ispirati a momenti più classici dal bebop alla bossanova. 

A chiudere la prima serata gononina, Vanessa Rubin accompagnata dal pianista Danny Grissett, per quasi due ore di grande show tra pezzi originali interpretati divinamente e omaggi alle immortali voci del jazz come quella di Billie Holiday.

Il festival saluta il suo pubblico questo sabato 29 luglio, salpando verso le Grotte con Gavino Murgia al timone del suo progetto originale “Sounds from the womb”, realizzato insieme all’associazione Intermezzo e dedicato a questo straordinario anfiteatro naturale. 

Nel meraviglioso antro delle Grotte del Bue Marino sono racchiuse le simbologie e le matrici del femminile nel quale l’essere umano trova rifugio e protezione, anche per la forte presenza dell’acqua marina, elemento e fonte generatrice di vita, il mar Mediterraneo sulla quale la grotta si affaccia.

La grotta come luogo prenatale dove si genera nuova musica ricca di elementi sonori che insieme si combinano, anche influenzati dallo spazio circostante, per creare un nuovo suono e linguaggi ricchi di mille sfumature.

Al Villaggio del Jazz doppio spettacolo dopo l’apertura di DJ Cris alle 19,30: More of Les (Moroni – Guarino – Marsico) e Tonino Carotone & Band con “Etiliko Romantiko”.

More Of Les racconta la storia del felice incontro di tre musicisti che condividono lo stesso amore per il jazz, il gospel e il blues: il pianista Dado Moroni, l’hammondista Alberto Marsico e il batterista Luca Guarino. L’argomento dell’incontro è la musica di Les McCann e tutti i brani che il trio esegue sono stati registrati o scritti dal pianista di Pittsburgh nel periodo che va dal 1960 al 1970. Il concerto è un connubio perfetto tra musica sacra e swing, forma una miscela esplosiva di blues e soul che è la stessa che ha caratterizzato fortemente la musica afroamericana di quegli anni. 

Etiliko Romantiko è il nuovo album dell’artista spagnolo cantato in cinque lingue (italiano, spagnolo, inglese, francese e greco) celebra il suo amore per l’Italia e più in generale per i paesi del Mediterraneo.

Tonino Carotone continua la sua navigazione controcorrente, lontano dalle mode e coerente ai suoi valori, che lo vedono ancora una volta tra la gente, nei quartieri popolari, seduto al bar raccontando e ascoltando storie di vita.

Tanti gli artisti e amici che hanno accompagnato l’istrionico musicista spagnolo (basco d’adozione), da Gino Paoli a Piotta, dal Piccolo Coro dell’Antoniano a Markos Koumaris (Locomondo), da Pietra Montecorvino ad Alessandro Stefana (Vinicio Capossela), da Lorenzo Hengeller a JhonnyBoy, da Laura Furci a Mimmo Epifani ed il Circolo Mandolinistico di San Vito dei Normanni fino a Piluka Aranguren, Bolla Trio e molti altri musicisti internazionali– 

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Comincia il fine settimana del Cala Gonone Jazz



Dopo i concerti alla Cantina si parte per le Grotte del Bue Marino

La sera si inaugura il Villaggio del Jazz sul lungomare Palmasera

Con un pubblico partecipe e attento sino all’ultima nota, le prime due giornate del Cala Gonone Jazz Festival si sono svolte in un clima cordiale e disponibile grazie anche ai partecipanti, artisti compresi, emozionati e felici di poter condividere le proprie esperienze personali attraverso la musica. 

Così la prima serata, che –con tre concerti e degustazioni- ha lasciato immergere per quasi quattro ore gli astanti in una nicchia a parte, un mondo dove canti tradizionali (come nel caso del coro Urisè), musica jazz sperimentale (Bad Talent Quintet) e classical jazz (Adrien Brandeis trio) si ritrovassero insieme in un dialogo aperto a ogni confronto. 

Seppure con dinamiche diverse, la stessa magia si è riprodotta giovedì 27 con il progetto ëlat – ispirato a “Le onde” di Virgina Woolf- del trombettista Mario Massa che tramite le onde prodotte dai synth, le armonizzazioni della chitarra di Kikko Sesselego e la guida della voce ammaliante di Mixafortuna, ha saputo creare sensazioni oniriche, di lontani e familiari ricordi. E di voci splendide il palco non è mai stato sazio: la seconda performance, quella della cantante Irene Serra col suo decennale quartetto ISQ, ha dato uno scossone alla serata con brani originali di matrice jazz pop, portando un po’di scena british anche a Dorgali.

Il 28 luglio si riparte da Gonone e alle 11,00 tutti pronti per l’imbarco verso le Grotte del Bue Marinodove due concerti attenderanno il pubblico del festival, quello del violoncellista cagliaritano Gianluca Pischedda con il suo Alone e il progetto Nomads del chitarrista nuorese Marcello Zappareddu accompagnato dal contrabbasso di Salvatore Maltana.

Dalle 19,30, il lungomare Palmasera – Villaggio del Jazz, si animerà con tre imperdibili spettacoli. 

A scaldare l’atmosfera, in attesa del piatto forte, un dj set curato da Momak, seguito da “The Living Room” in collaborazione con l’Accademia Siena Jazz. A concludere questa terza e ricca giornata la storyteller e cantante Vanessa Rubin accompagnata da un notabile ensemble: Danny Grissett al piano, Josh Ginsburg al basso e Mario Gonzi alla batteria.


Alone, di Pischedda, non è soltanto un progetto per violoncello solista: nel gioco della composizione, con un sapiente utlizzo dell’elettronica, possono essere anche dodici i violoncelli che – cercandosi, incastrandosi, plasmandosi tra di loro verso una forma ideale – evocano nell’ascoltatore una suggestione felice, a tratti semplicemente serena, a volte malinconica, ma mai triste. È un viaggio di un’ora che attraversa gli anni di esperienza del compositore cagliaritano, in cui le note si inseguono a ripercorrere tutte le stagioni di un’anima che cerca amore, amicizie e sintonie.

A seguire, Marcello Zappareddu e Salvatore Maltana con nove composizioni interamente originali contenute nel loro primo lavoro discografico dal titolo Nomads. Tutti i brani sono uniti da un unico filo descrittivo che ancora di più dimostra il lavoro paritetico, complementare di interplay tra Zappareddu e Maltana: un lavoro non semplice, coraggioso ed elegante. 

Al Villaggio del Jazz, area allestita nel Lungomare Palmasera in collaborazione con Coldiretti Nuoro – Ogliastra si parte col dj set di Momak. Momak nato il 1976 a Nuoro all’ età di 13 anni si appassiona alla cultura hip hop prima con la break dance poi con il rap. Negli anni ‘90 è cofondatore del gruppo menhir nel ruolo di MC e producer. Vincono festival della canzone sarda e premio Maria carta. Fin da piccolo colleziona vinili di musica black dal jazz al soul al funk al rap al reggae e di pari passo suona come dj in lungo e largo per l’isola e l’Italia. I suoi dj-set vantano collaborazioni e progetti con altri dj e strumentisti live. 

A seguire “The Living Living Room”, un progetto di orientamento jazz nato dalla recente collaborazione di Maria Cortesi (Voce), Ariel Tricomi (Pianoforte), Oscar Martin Del Rio (Batteria) e Leonardo Romeo Borghi (Basso Elettrico). I quattro si sono conosciuti fra le mura della Siena Jazz University e grazie all’incontro dei differenti background dei musicisti si è affermato un sound vario e intimo.

Reinterpretano creativamente i brani del repertorio afroamericano, oltre i classici della tradizione bossanova, senza sfociare nell’improvvisazione radicale ma rimanendo sempre legati alla forma canzone con un’impronta personale.

Conclude la serata il piatto forte Vanessa Rubin feat. Danny Grissett. Vanessa Rubin è riconosciuta come una delle più grandi cantanti jazz del mondo di oggi. Possiede una voce nota per la sua chiarezza cristallina. Nata a Cleveland, è stata fortemente influenzata da Nancy Wilson. Altre fonti di ispirazione includono il grande trombettista Blue Mitchell e il leggendario trio vocale di Lambert Hendricks e Ross, così come il suo amore per la Motown. Il pianista Danny Grissett si è affermato sulla scena jazz di Los Angeles negli anni ’90. Sotto la guida del batterista Billy Higgins, ha iniziato a esibirsi con artisti illustri come George Coleman, Jackie McLean e Ralph Moore.

Nel 2002 si unisce al batterista Roy McCurdy nel trio di John Heard. Danny si è trasferito a New York e nei primi mesi è diventato un sideman preferito da artisti come Vincent Herring e Vanessa Rubin. Ora si esibisce in tutto il mondo accanto a grandi icone come Benny Golson, The Mingus Big Band, Marcus Strickland, Russell Malone, Steve Nelson, Jeremy Pelt, Nicholas Payton, Buster Williams ed è membro del quintetto di Tom Harrell.

Si chiude sabato 29 luglio con Gavino Murgia “Sounds from the womb” alle Grotte del Bue Marino, mentre al Villaggio del Jazz ci saranno Dj Cris in apertura, More of Les (Moroni – Guarino – Marsico) e per concludere il nuovo progetto di Tonino Carotone “Etiliko Romantiko”.

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Cala Gonone Jazz XXXVI



Grandi autori, nuovi progetti e produzioni originali nel cartellone dell’edizione 2023

Quattro giornate divise tra Dorgali e il suo splendido borgo, scenario dell’omonimo festival jazz di Cala Gonone: dal 26 al 29 luglio, questa parte di Sardegna dove mare placido e imponenti montagne si incontrano, sarà impreziosita da oltre quattordici appuntamenti di grande musica.

Per la trentaseiesima edizione, l’Associazione Culturale l’intermezzo, ha pensato a diverse location e modalità di fruizione dei concerti per assicurare momenti di grande spettacolo accanto a esperienze più intime e accoglienti, sempre con il sostegno del Comune di Dorgali, guidato dalla sindaca Angela Testone, gli Assessorati del Turismo e della Pubblica Istruzione, Fondazione di Sardegna, Nuovo Consorzio Trasporti Marittimi, Coldiretti Nuoro e Ogliastra e gli immancabili Acquario di Cala Gonone e Cantina di Dorgali.

Tanti i nomi familiari e celebri presenti nel programma, tra cui spiccano certamente la cantante Vanessa Rubin, il cantautore spagnolo Tonino Carotone, il pianista Dado Moroni e il sassofonista Gavino Murgia, sebbene – come sempre- lo spazio dedicato alla nuova leva del jazz è una prerogativa degli organizzatori, con la presenza di giovani formazioni per nulla impreparate e con un’esperienza che nulla ha da invidiare ai già affermati artisti.

Anche per quest’anno i palchi saranno diversi: l’Agorà della Cantina di Dorgali, le Grotte del Bue Marino, l’Arena Palmasera e infine l’Acquario per alcuni eventi collaterali in occasione della mostra temporanea “No flash please”, curata da Giulio Capobianco, in ricordo di uno dei fondatori di Intermezzo e fotografo Gino Crisponi, in cui saranno esposte le immagini di trentasei anni di attività immortalate dai fotografi del settore.

Tappa fondamentale per assistere ai concerti in pieno relax saranno gli stand della Cantina di Dorgali e della Coldiretti Nuoro Ogliastra, che si occuperanno di deliziare il pubblico con specialità in cui sono racchiusi sapori e tradizioni di un territorio ancora legato alla terra e ai suoi prodotti più semplici.

Il programma

L’apertura della manifestazione sarà, dunque, mercoledì 26 luglio con il primo appuntamento alla Cantina di Dorgali. A partire dalle 21,00, oltre alle degustazioni guidate offerte da Cantina e Coldiretti, sul palco si susseguiranno il coro femminile di Orosei, Urisè, il quartetto – in collaborazione con il Conservatorio Canepa di Sassari- Bad Talent (già ospite del festival lo scorso anno) e il trio del giovane e talentuoso pianista francese Adrien Brandeis.

Seconda giornata, giovedì 27 luglio, sempre in Cantina e stesso orario, sarà la volta del progetto Elät del trombettista sardo, di adozione finlandese, Mario Massa che si esibirà con una formazione tutta isolana e migrante: la cantante Mixafortuna e Enrico “Kikko” Sesselego.

In tema con migrazioni e mescolanze, seguirà il concerto di Irene Serra, trapianta in UK con il suo ISQ che si avvale della presenza dei musicisti Richard Sadler al contrabbasso, Luca Boscagin alle chitarre e Chris Nickolls alla batteria.

Il 28 luglio si riparte da Gonone e alle 11,00 tutti pronti per l’imbarcoverso le Grotte del Bue Marino dove due concerti attenderanno il pubblico del festival, quello del violoncellista cagliaritano Gianluca Pischedda con il suo Alone e il progetto Family dell’arpista Edmar Castaneda accompagnato dalla voce di Andrea Tierra.

Dalle 19,30, il lungomare Palmasera – Villaggio del Jazz, si animerà con tre imperdibili spettacoli.

A scaldare l’atmosfera, in attesa del piatto forte, un dj set curato da Momak, seguito da “The Living Room” in collaborazione con l’Accademia Siena Jazz. A concludere questa terza e ricca giornata la storyteller e cantante Vanessa Rubin accompagnata da un notabile ensemble: Danny Grissett al piano, Josh Ginsburg al basso e Mario Gonzi alla batteria.

Sabato 29 ultima mattinata alle Grotte del Bue Marino dove la magia di questo luogo troverà forza e concretezza nell’esplorazione dei suoi segreti, della sua storia e dei suoi simboli con il progetto Sound from the womb. Natasa Mirkovic alla voce, Jarrod Cagwin alle percussioni, Gavino Murgia ai sassofoni, flauti e voce, sono i musicisti che daranno vita ad un concerto speciale, una produzione originale per Cala Gonone Jazz Festival 2023.

Al Villaggio del Jazz, Lungomare Palmasera dalle 19,30 caricare questa ultima lunga ed elettrizzante serata sarà compito della free music selection a cura di DJ Cris.

Subito dopo, sul palco, due formazioni stellari: la prima è quella di More of Lies del trio Moroni/Marsico/Guarino, mentre la seconda sarà quella guidata dall’eclettico Tonino Carotone, impegnato nella promozione del suo ultimo appassionato lavoro Etiliko Romantiko.

Tutte le informazioni sul festival, costo dei biglietti e abbonamenti, oltre ai dettagli sugli spettacoli e sugli artisti, sono disponibili sul sito calagononejazz.it

CALAGONONE JAZZ XXXVI EDIZIONE

Dal 26 al 29 luglio 2023 – Cala Gonone – Dorgali (NU)

Mercoledì 26

Agorà Cantina Dorgali (ore 21.00)

Coro Urisè

Bad talent, in collaborazione con conservatorio Canepa di Sassari

Lorenzo Agus, Marco Maltalenti, Jacopo Careddu, Paolo Corda, Paolo Cartamantiglia

Adrien Brandeis trio

Adrien Brandeis – piano, Felipe Cabrera, Arnaud Dolmen

Degustazioni guidate

Giovedì 27

Agorà Cantina Dorgali (ore 21.00)

Mario massa trio “Elät”

Mixafortuna – voce, Enrico “Kikko” Sesselego – chitarre, Mario Massa – tromba e electronics

Irene Serra 4ett “Isq”

Irene Serra -Voce, Richard Sadler –Contrabbasso, Luca Boscagin – chitarre, Chris Nickolls – batteria

Degustazioni Guidate

Venerdì 28

Grotte del bue marino 11.00 (imbarco)

Alone – Gianluca Pischedda, violoncello

Edmar Castaneda meets Andrea Tierra “Family”

Edmar Castaneda – Arpa – Andrea Tierra – Voce 

Villaggio del jazz*

Dalle 19.30

Lungomare Palmasera (ingresso libero)

Free music selection a cura di Momak

“The Living Room”, in collaborazione con Siena Jazz

Vanessa Rubin feat. Danny Grissett

Vanessa Rubin –Voce, Danny Grissett – Piano, Josh Ginsburg – Basso, Mario Gonzi – Percussioni

Sabato 29

Grotte del bue marino 11.00 (imbarco)  

Gavino Murgia “Sounds from the womb” (suoni dal ventre materno)

Natasha Mirkovic – Voce, Jarrod Cagwin – Percussioni, Gavino Murgia – Sassofoni, flauti e voce

Villaggio del jazz*

Dalle 19.30

Lungomare Palmasera (ingresso libero)

Free music selection a cura di Dj Cris

Moroni/Marsico/Guarino “More of les”

Dado Moroni – piano, Alberto Marsico –

“Etiliko Romantiko”

Tonino Carotone & band

*in collaborazione con Coldiretti Nuoro e Ogliastra

Acquario Cala Gonone: dal 25 luglio al 07 ottobre

Mostra fotografica “no flash please”, concerti e degustazioni. Alberto Sanna, Willi Boy, Coro Istelotte.  

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Si conclude il Cala Gonone Jazz Festival | La manifestazione nuorese ha salutato il suo pubblico con il trio di Capiozzo, Caligiuri e Tavolazzi



Un lungo festival, una settimana di appuntamenti variegati e imperdibili hanno caratterizzato il Cala Gonone Jazz Festival arrivato all’edizione numero trentacinque. 

I tre concerti alla Cantina di Dorgali hanno registrato un buon numero di presenze, segnando un gradito ritorno nel paese. Il nuovo sodalizio con il Conservatorio di Sassari si è rivelato una scelta azzeccata per questo intermezzo, dal quartetto di Silvia Ruiu -cantante jazz dal timbro carezzevole e swing- ai Bad Talent di Marco Maltalenti, un trio sperimentale che ha dimostrato grande versatilità sul palco, sino ai Perielio, un viaggio tra le potenzialità degli strumenti e le personalità spiccate dei musicisti che hanno composto i brani. Ospiti d’eccezione sono stati i cori di Kiev “Vognyk” (coro femminile diretto da Olena Solovey) e “Dzvinochok” (coro misto diretto da Ruben Tomalchov). Le voci delle due formazioni sono parte del progetto “Sardinia for Ukraina – Standing Together” in solidarietà al popolo ucraino, esibitisi in alcuni canti popolari che hanno calamitato l’attenzione del pubblico regalando anche qualche momento di commozione.

I due concerti alle Grotte del Bue Marino vantano invece il sold-out, complice anche la bellezza della location, la quale –insieme ai nomi in cartellone- ha portato nella sala della dama bianca oltre seicento persone in due giorni. Giovedì 28 luglio, i due concerti di Zoe Pia, polistrumentista e compositrice, insieme ai Tenores Antoni Milia di Orosei, seguiti dal Coro Ortobene, hanno contribuito a far conoscere ulteriormente quelli che sono i canti tradizionali della Sardegna, più conformi – ma sempre suggestivi- quelli proposti dal coro polifonico nuorese (diretto da Giampriamo Incollu), ricercato e sperimentale lo spettacolo preparato dalla clarinettista mogorese che con pedali e loop station è riuscita a creare sonorità ambient perfettamente amalgamate alle voci del quartetto dei tenores.

Boom di presenze, ovviamente, anche per John Patitucci in solo che ha proposto alcuni dei brani del suo album “Soul of the bass”, un lavoro in cui omaggia -oltre al suo strumento- grandi compositori come Benny Golson, Duke Ellington, Charlie Parker, Bach, ma non solo. Innamoratosi a prima vista di questo palcoscenico naturale, tanto da dichiarare “non vorrei mai più suonare in nessun altro posto”, Patitucci ha improvvisato un pezzo che ha chiamato proprio “La grotta”. 

Le tre serate del weekend hanno riportato il festival nella sua dimensione più intima e raccolta, al Teatro Comunale di Cala Gonone, dove il grande jazz è entrato a gamba tesa. Venerdì 26 luglio è iniziato con il duo dello storico sassofonista Roberto Ottaviano insieme al giovane, ma non inesperto, Alexander Hawkins in “Spirit of Mingus” “Mingus” ha ricordato Ottaviano “non è stato solo un musicista eccentrico, un genio folle, ma è legato indissolubilmente a quello che la musica ha rappresentato in quegli anni, la lotta politica e per i diritti civili, ma non dimentichiamoci che questo non deve essere relegato a lui, deve piuttosto contraddistinguere tutta la nostra esistenza come musicisti”. 

Di seguito l’atteso ritorno del pianista Alfredo Rodriguez con il bassista Yarel Hernandez e il percussionista Michael Oliviera, in una serie di divertite e divertenti esecuzioni dai ritmi jazz cubani. 

Grandi show il sabato sera, 31 luglio, con il quartetto più uno (dove il più uno è il trombettista finlandese Tero Saarti) della storica formazione Woodstore si è presentato accompagnato dall’Orchestra Jazz della Sardegna diretta da Gavino Mele con “Wide Sounds” una serie di pezzi ispirati al classic jazz dove la varietà armonica e l’improvvisazione hanno dato vita a una big band creativa e originale.

Applausi e bis richiesti oltre l’orario previsto per il trio di John Patitucci. Il bassista di Brooklyn ha regalato momenti indimenticabili al pubblico insieme agli incredibili Yotam Silberstein alla chitarra e Rogério Boccato alla batteria. In bilico tra fusion, pop e world music, il terzetto –reduce da una lunghissima tournée ancora in corso, sebbene frizzante e vivace- è stato capace di infondere una grande energia a tutto il pubblico presente.

L’ultima serata, domenica 31 luglio, è stata, invece, un viaggio tra passato e presente, un’incursione nel prog e fusion con interventi più mirati verso l’improvvisazione jazz più pura. I Three Generation (Leonardo Caligiuri, Ares Tavolazzi e Chicco Capiozzo) presentando l’omonimo lavoro, hanno trascinato il pubblico in un percorso discontinuo e avvincente tra le psichedelie delle composizioni coadiuvate dalle tastiere di Caligiuri. Capiozzo, figlio dell’indimenticato Giulio –fondatore degli Area- ha raccontato la sua prima volta a Cala Gonone in compagnia del padre, ospite del festival nell’89 “Avevo dodici anni e ricordo l’aria che si respirava. Rivedere le persone che al tempo avevo incontrato, come gli organizzatori, mi riempie il cuore di gioia.” Ricorda Capiozzo “Il festival era ancora giovane, ma attento e partecipe. Il Cala Gonone Jazz è conosciuto in tutta Italia, e voi –noi- siete qui a una manifestazione storica che ha portato sempre qualità eccelsa. Qui sono passati tanti nomi importantissimi, ma ciò che mi auguro e che il festival si merita, è di poter continuare a crescere.”– 

Associazione Culturale l’Intermezzo Nuoro

Martina Serusi
Responsabile ufficio stampa Calagonone jazz festival
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Il Cala Gonone Jazz Festival ritorna al Teatro Comunale di Cala Gonone



Ospiti di questo lungo weekend saranno Alexander Hawkins con Roberto Ottaviano, Alfredo Rodriguez, l’Orchestra Jazz della Sardegna, John Patitucci e in chiusura domenica il trio composto da Tavolazzi, Caligiuri e Capiozzo

Il Cala Gonone Jazz Festival si avvicina al termine con sei concerti tra le Grotte del Bue Marino e il Teatro Comunale di Cala Gonone.

A partire da venerdì, oltre ai concerti, in teatro è prevista una degustazione guidata offerta dalla Coldiretti la quale offrirà agli ospiti un pasto caldo, salumi e formaggi, un bicchiere di vino o una bevanda.

Il programma

Venerdì 29 luglio dalle 20,30 Roberto Ottaviano al sax e Alexander Hawkins al piano si esibiranno in “Spirit of Mingus”.

Un omaggio all’immortale contrabbassista e pianista. Il genio “pazzo e arrabbiato” come amava definirsi torna in una nuova forma interpretativa grazie al virtuoso del sax Roberto Ottaviano accompagnato dall’improvvisatore e creativo pianista Alexander Hawkins.

A seguire, reduce dal successo dello scorso anno al Cala Gonone Jazz Festival (insieme al bassista Richard Bona) Alfredo Rodriguez insieme a Yarel Hernandez al basso e Michael Olivera alla batteria.

Figlio d’arte, nel 2006, Rodríguez è stato selezionato come uno dei dodici pianisti provenienti da tutto il mondo per esibirsi al Montreux Jazz Festival. Quincy Jones lo notò e gli propose di lavorare con lui.

Da allora ha partecipato a numerosi festival in tutto il mondo realizzando, proprio con Jones, Tan Dun, e Siedah Garrett l’inno “Better City, Better Life” che è stato selezionato come colonna sonora ufficiale del Shanghai World Expo 2010.

Sabato 30 luglio, imbarco ore 11,00, prontissimi per la seconda giornata alle Grotte del Bue Marino.

L’ospite, in solo, del concerto nella sala dama bianca sarà il grande John Patitucci acclamato musicista, bassista e contrabbassista è tra le più grandi stelle del jazz viventi.

Al termine del concerto in teatro vi invitiamo a rimanere con noi per una degustazione guidata offerta dalla Coldiretti

Patitucci ha partecipato alla registrazione di innumerevoli album con artisti come BB King, Bonnie Raitt, Chick Corea, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Michael Brecker, George Benson, Dizzy Gillespie, Was Not Was, Dave Grusin, Natalie Cole, Bon Jovi, Sting, Queen Latifah e Carly Simon. Nel 1986, John è stato votato come MVP della National Academy of Recording Arts and Sciences sul basso acustico.

Come artista, ha suonato in tutto il mondo con la sua band e con i luminari del jazz Chick Corea, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Stan Getz, Pat Metheny, Wynton Marsalis, Joshua Redman, Michael Brecker, McCoy Tyner, Nancy Wilson, Randy Brecker, Freddie Hubbard, Tony Williams, Hubert Laws, Hank Jones, Mulgrew Miller, James Williams, Kenny Werner e decine di altri. Alcuni dei tanti artisti pop e brasiliani con cui ha suonato includono Sting, Aaron Neville, Natalie Cole, Joni Mitchell, Carole King, Milton Nascimiento, Astrud e Joao Gilberto, Airto e Flora Purim, Ivan Lins, Joao Bosco e Dori Caymmi.

Insegna ai giovani musicisti e contribuisce ulteriormente a sostenere l’arte del jazz e del basso in tutto il mondo. Nel 2010, John ha iniziato il suo coinvolgimento con il Global Jazz Institute del Berklee College of Music, guidato dal pianista Danilo Perez. Attualmente è Visiting Scholar alla Berklee, e insegna sia al Global Jazz Institute che al Bass Department.

Sempre sabato 30, al Teatro Comunale a partire dalle 20,30 “Wide Sounds” nuova uscita dell’etichetta indipendente “JazzOp Records” creata dall’ABNO, che vede protagoniste le musiche originali composte da tutti i componenti del Woodstore – il pianista Mariano Tedde, il sassofonista Massimo Carboni,  il batterista Gianni Filindeu e il contrabbassista Paolo Spanu – affiancati nell’esecuzione dal trombettista finlandese Tero Saarti, con gli arrangiamenti di Luigi Giannatempo e Filippo Minisola pensati appositamente per l’organico dell’Orchestra Jazz della Sardegna diretta da Gavino Mele.

Subito dopo sarà il turno di John Patitucci, stavolta in trio insieme al chitarrista Yotam Silberstein e il batterista Rogério Broccato.

Domenica 31 luglio, giù il sipario in attesa del prossimo anno con un concerto evento: “Three Generation”.

Nati come gruppo jazz nel 2017, dopo lunghi anni di esperienza con stabili collaborazioni celebri, palchi e studi di registrazione i Three Generations (Leonardo Caligiuri- Ares Tavolazzi- Christian Capiozzo) incidono il primo lavoro, titolato con nome proprio. Il disco rappresenta una sorta di viaggio personale che raccoglie influenze ed eredità attinte dalla scena musicale internazionale, cercando allo stesso tempo di proiettarsi nel futuro, mantenendo però lo sguardo nel passato. Figli degli Area (e non solo metaforicamente parlando) da cui traggono la linfa vitale, musicisti di grande esperienza e collaborazioni, da Guccini a Mario Biondi, Paolo Conte, Stefano di Battista e moltissimi altri ( vedi biografie individuali) i three Generations incidono, con il loro primo lavoro, 8 curatissime tracce in cui Christian Capiozzo (figlio di Giulio Capiozzo, fondatore, insieme a Demetrio Stratos, dei leggendari Area) ), Ares Tavolazzi ( militante dal 1974 al 1993 negli Area) e Leo Caligiuri ( fondatore tra l’altro del gruppo degli Altare Thotemico con l’artista poeta Gianni Venturi, catalogo Maracash), hanno saputo sposare, con una solida base jazz, musica etnica (provenienza soprattutto balcanica), Jazz Prog, world music e melodie classiche, il tutto accompagnato da ricercati interventi psichedelici. 

“Viviamo un momento storico in cui abbiamo bisogno di questo tipo di contaminazioni; i musicisti negli anni ’70 vivevano insieme e il risultato era equilibrato già in partenza. Ora raggiungere lo stesso obiettivo è diventato più faticoso” dichiarano i membri del gruppo. Il lavoro è studiato per essere fruito anche da neofiti del genere; la voluta mancanza di dissonanze (che lascia spazio in un paio di pezzi a melodie più classiche), si contrappone e sposa con ritmi incalzanti e tecnicismi mai ostentati, complici gli accurati arrangiamenti di un maturo Ares Tavolazzi.

CALAGONONE JAZZ FESTIVAL – 35^ edizione – LUGLIO 2022

Venerdi 29

Teatro di Cala Gonone

20.30 – Roberto Ottaviano e Alexander Hawkins – “SPIRIT OF MINGUS”

Roberto Ottaviano Sax, Alexander Hawkins Piano

22.00 – Alfredo Rodriguez trio

Alfredo Rodriguez piano, Yarel Hernandez bass, Michael Olivera drums

Sabato 30     

Grotte del Bue Marino

11.00 – Imbarco per le grotte – John Patitucci solo

Teatro di Cala Gonone

20.30 – Woodstore + Orchestra Jazz Sardegna* – Wide Sounds

Tero Saarti tromba Massimo Carboni sax tenore Mariano Tedde pianoforte Paolo Spanu contrabbasso Gianni Filindeubatteria 

Gavino Mele direzione Luigi Giannatempo arrangiamenti

22.00 – John Patitucci Trio

John Patitucci Basso, Yotam Silberstein chitarra, Rogério Boccato percussioni

Domenica 31 

Teatro di Cala Gonone

20.30 – Caligiuri/Tavolazzi/Capiozzo

Ares Tavolazzi – basso, Christian Capiozzo – batteria, Leonardo Caligiuri – tastiere

22.00 – Rudy & Baleras 

Rudy Valentino (Guido Zenobi) voce e contrabbasso Carlo Cordella (batteria) Diego Donati (chitarra) Riccardo Federici (sax) Michele Scucchia (piano)

Dal 20 luglio al 15 agosto mostra fotografica in acquario:

“No Flash Please” a cura di Giulio Capobianco.

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Dopo le serate dorgalesi, il Cala Gonone Jazz torna sul mare



Giovedì 28 il primo concerto alle Grotte del Bue Marino sarà il progetto della clarinettista Zoe Pia “Indindara” insieme ai Tenores di Orosei. A seguire il Coro Ortobene

Un buon riscontro quello che ha atteso il Cala Gonone Jazz Festival nel Comune di Dorgali, all’interno della Cantina sociale, dove i gruppi del Conservatorio di Sassari hanno trovato l’accoglienza dei residenti e di diversi visitatori accorsi per assistere a del buon jazz accompagnato da un calice di vino e i prodotti della coop Pastori Dorgali. 

Dopo l’ultimo spettacolo, quello di mercoledì 27 luglio, la manifestazione si sposterà nuovamente a Cala Gonone per il primo concerto alle Grotte del Bue Marinogiovedì 28 luglio, dove alle 16,30 partirà il traghetto con a bordo pubblico e musicisti. 

Nella sala della dama bianca, il maestoso ingresso delle grotte, si esibiranno due formazioni, quella composta dalla musicista e compositrice Zoe Pia, insieme ai Tenores di Orosei Antoni Milia, seguita dal Coro Ortobene, storico coro polifonico nuorese. Zoe Pia e le quattro voci dei Tenores di Orosei, noto gruppo isolano che vanta uno dei maggiori repertori musicali dell’isola che spazia tra il sacro e il profano.

Il progetto debutterà al Cala Gonone Jazz Festival e sarà un’immersione sonora nel respiro ancestrale dell’isola, un flusso vitale tra l’arcaico, il sacrale, l’avanguardia e la creazione estemporanea verso l’opportunità di un viaggio conoscitivo delle intime aspirazioni dell’Uomo e del suo rapporto con la vita.

Ultimo concerto in grotta sabato 30, nuovamente al mattino, 11,30 con John Patitucci in solo. 

I concerti serali, al Teatro Comunale di Cala Gonone, riprenderanno venerdì 29 luglio a partire dalle 20,30.


Tenores de Orosei Antoni Milia è il nome di una delle più note formazioni vocali sarde nel Panorama Internazionale della Musica Etnica e Religiosa, riuscita a ritagliarsi un posto di preminenza. Il gruppo propone un repertorio costituito sia da canti sacri, detti a cuncordu, che da canti profani, detti appunto a tenore; Per quanto riguarda i canti sacri, il gruppo, oltre a cantare antichi canti religiosi in latino, ha un proprio specifico repertorio di canti sacri sardi, i gotzos, appresi nella raffinata scuola delle confraternite religiose, mentre la dimestichezza con i canti profani locali, che accompagnano serenate e balli tradizionali, l’hanno acquisita nei tzilleris, i bar tipici della loro terra. Partendo da questo repertorio basato sulla musica tradizionale sarda, gli artisti si sono nel tempo aperti ad incontri con altre tradizioni musicali che ha portato il gruppo a girare l’italia ed il mondo

Fra le numerose tappe percorse ricordiamo quelle di Parigi “festival della musica Sacra” Ginevra, Nizza, Matera, Oslo, Belgrado, Roma, Wroclav, Nant, Tarb, Budapest e Praga “Festival Struny Podzimu”.

Nel 2018 danno vita al loro secondo album dal titolo a “Pitzinnu mi torro” contenente 14 brani del repertorio sacro tradizionale di Orosei, uno dei quali inedito “Su ballu e tres passos” di breve scoperta,brano mai registrato prima,portato alla luce grazie alle ricerche fatte dal gruppo.

Zoe Pia nasce nel 1986 a Mogoro (OR) in Sardegna, si diploma in clarinetto presso il Conservatorio di Cagliari appena maggiorenne e prosegue il perfezionamento al Conservatorio di Rovigo con la specializzazione in Clarinetto Solistico, in Musica da Camera e Musica Jazz.

Grazie alle esperienze nella musica contemporanea e nel live electronics nasce l’esigenza di conoscere da vicino la composizione.

A Rovigo, quindi, intraprende gli studi di composizione e approccia al jazz dopo aver suonato Hot di Franco Donatoni a fianco di Marco Tamburini.

La curiosità nei riguardi della musica improvvisata la porta a studiare la cultura afro‐americana con Mauro Negri, Nico Gori e Fabio Petretti. Significativa è risultata l’esperienza presso l’Accademia del Teatro Alla Scala di Milano seguita dai Seminari Internazionali dell’Accademia Chigiana, dell’Accademia Internazionale di Siena Jazz, dai Seminari di Nuoro Jazz e dall’incontro ravvicinato con la cultura popolare spagnola durante i sei mesi di studio al Conservatorio Superior de Musica de Murcia. 

Ha collaborato con: New Art Symphonic, Filarmonica Italiana, Filarmonia Veneta, Sinfonica di Pescara, Fiati della Sardegna, la Orquestra de Percusion y Vientos de Murcia, la United European Chamber Orchestra, Biennale di Venezia per l’artista Joachim Schoenfeldt.

Ha avuto l’onore di suonare a fianco di Alvin Curran, Steven Bernstein, Bruno Biriaco, Reuben Rogers, Furio Di Castri, Tino Tracanna, Bruno Tommaso, Paolo Fresu, Mauro Ottolini, Nico Gori, Marco Tamburini, Bebo Ferra, Vincenzo Vasi, Dario Cecchini, Valentino Corvino, Marcello Tonolo, Carmine Ioanna, Karima Ammar, Stefano Senni, Stefano Paolini, Massimo Morganti, Ryan Truesdell, Luca Mannutza, Lukas Kranzelbinder, Linda Fredriksson, Ada Montellanico, Njamy Sitson, Cettina Donato, Giovanni Mancuso, Filippo Vignato, Fabrizio Puglisi, Valeria Sturba, Stefano Pilia, Sara Ardizzoni, Gabriele Mitelli, Jacopo Battaglia, Mads Forsby, Mette Rasmussen, Anna Högberg, Mats Äleklint, Susana Santos Silva, Johan Berthling, Mats Gustafsson. 

L’album di esordio da leader “Shardana”, pubblicato da Caligola Records, l’ha portata al 3° posto del Top Jazz 2017, nella sezione Nuovi Talenti, della rivista Musica Jazz.

Nel marzo 2019 esce il docu-film Rai “Donne e Dee di Sardegna” della regista Daniela Vismara con le musiche di Zoe Pia e Elena Ledda.

Dal 2018 suona il clarinetto piccolo, il saxoflute e strumenti giocattolo in Dada della Micro Jazz Orchestra di Roberto De Nittis, Top Jazz 2019 come Nuovo Talento Italiano.

Dal 2018 Zoe Pia è ideatrice e Direttrice Artistica del Pedras et Sonus – Jazz Festival che nel 2019 è entrato in collaborazione il Festival Time in Jazz di Paolo Fresu e dal 2021 con il Conservatorio di Rovigo, l’Università di Cagliari.

Nel 2022 è ideatrice, coordinatrice e responsabile del progetto Little Jazz Festival, il primo festival di jazz italiano organizzato da studenti delle classi terze dell’indirizzo musicale della Scuola Secondaria di I Grado dell’Istituto Comprensivo di Fiesso Umbertiano. Dal 2021 è attiva in duo con la pianista, compositrice e direttrice d’orchestra Cettina Donato, dal 2022 è attiva in solo con clarinetto, launeddas, elettronica, campanacci ed elementi di artigianato artistico sardo.

Il Coro Ortobene, diretto da Gaimpriamo Incollu, è lo storico coro polifonico di Nuoro A fianco a questo si pone il canto liturgico, nato sia dall’introduzione del canto gregoriano nell’isola, sia dalle processioni paesane che ancora oggi si svolgono con tanta devozione. Particolare importanza assumono i canti della Settimana Santa, in uso anche nelle confraternite.

Inizialmente ad una voce, il canto liturgico si arricchì poi a più voci con semplici armonizzazioni al naturale, dove ogni voce in maniera consonante, canta in base alla propria estensione vocale. Dall’unione di questi due tipi di canti, differenti sia dal punto di vista compositivo che vocale, nacquero le basi per la costruzione del primo Coro Polifonico nuorese. Improvvisato a volte per caso, nei luoghi di maggior aggregazione sociale (in via Majore oin qualche bettola), il coro iniziò a recuperare vecchie melodie e testi barbaricini ormai dimenticati.

Considerato il canto dei pastori consta di quattro voci soliste che si integrano con un ruolo musicale diverso:

L’insieme corale denominato “Su Concordu” sembra sia uno degli antenati del Coro Polifonico nuorese

CALAGONONE JAZZ FESTIVAL – 35^ edizione – LUGLIO 2022

Giovedi 28 16:30 (imbarco) Grotte del Bue Marino

“INDINDARA” Zoe Pia & Tenore Antoni Milia di Orosei + Coro Ortobene

Venerdi 29

Teatro di Cala Gonone

20.30 – Roberto Ottaviano e Alexander Hawkins – “SPIRIT OF MINGUS”

Roberto Ottaviano Sax, Alexander Hawkins Piano

22.00 – Alfredo Rodriguez trio

Alfredo Rodriguez piano, Yarel Hernandez bass, Michael Olivera drums

Sabato 30     

Grotte del Bue Marino

11.00 – Imbarco per le grotte – John Patitucci solo

Teatro di Cala Gonone

20.30 – Woodstore + Orchestra Jazz Sardegna* – Wide Sounds

Tero Saarti tromba Massimo Carboni sax tenore Mariano Tedde pianoforte Paolo Spanu contrabbasso Gianni Filindeubatteria 

Gavino Mele direzione Luigi Giannatempo arrangiamenti

22.00 – John Patitucci Trio

John Patitucci Basso, Yotam Silberstein chitarra, Rogério Boccato percussioni

Domenica 31 

Teatro di Cala Gonone

20.30 – Caligiuri/Tavolazzi/Capiozzo

Ares Tavolazzi – basso, Christian Capiozzo – batteria, Leonardo Caligiuri – tastiere

22.00 – Rudy & Baleras 

Rudy Valentino (Guido Zenobi) voce e contrabbasso Carlo Cordella (batteria) Diego Donati (chitarra) Riccardo Federici (sax) Michele Scucchia  (piano)

Dal 20 luglio al 15 agosto mostra fotografica in acquario:

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Taglio del nastro per il primo weekend del 35esimo Cala Gonone Jazz Festival.



Prima serata con “La madre” di Ethnico 5tet e il Blast 4tet di Gavino Murgia

Il 23 e 24 si inaugura il “Villaggio del jazz” all’Acquario di Cala Gonone

Presenti anche la Cantina di Dorgali e la Coldiretti Nuoro-Ogliastra

Una trentacinquesima edizione lunga nove giorni senza interruzioni per questo Cala Gonone Jazz Festival. Il programma, in partenza sabato 23 luglio, si aprirà all’Acquario di Cala Gonone, partner del festival da quasi un decennio, dove sarà allestito il nuovo Villaggio del Jazz. 

Alle 20,30 si parte con “La madre” tratto dal romanzo di Grazia Deledda da un’idea del contrabbassista Pierluigi Manca e Bachisio Marras, musicata dall’Ethnico Quintet di Mauro Usai.

In scena, la narrazione viene affidata a Bakis Beks (MC e Beat Maker), mentre la composizione è affidata a Mauro Usai e il suo Ethnico Quintet (Omar Bandinu – pianoforte, Fabio Coronas – tromba, Pierluigi Manca- contrabbasso, Roberto Migoni – batteria).

A seguire Gavino Murgia Blast 4tet. Il quartetto guidato dal sassofonista nuorese, si ispira alle profonde radici musicali della Sardegna, influenzato nel suo percorso sonoro dal canto a Tenore, lo studio delle Launeddas e la musica afroamericana.

Lo accompagnano il contrabbassista Aldo Vigorito, il batterista Pietro Iodice e il trombettista Giovanni Falzone che si esibisce in alcuni brani con il flicorno.

Domenica 24, stesso orario, si prosegue con il trio del pianista Antonio Ciacca insieme a Patrick Boman al basso e Nicola Angelucci alla batteria. Ciacca è un pianista italo americano di stanza a New York dove, oltre alla carriera di musicista, si occupa di formazione presso la stimata Juilliard School of Music e conduce numerosi workshop sul business jazz, sulla tecnica pianistica e sul lavoro d’insieme.

Subito dopo, spazio al progetto “377” di Sebastiano Dessanay figlio del viaggio artistico nel quale l’artista sardo tra il 2018 e il 2019 ha visitato tutti i Comuni della Sardegna in sella alla sua inseparabile bicicletta, con in spalla uno zaino e il suo ukulele basso.

Le serate al Villaggio del Jazz saranno anche l’occasione per conoscere le specialità enogastronomiche del territorio, grazie alla presenza di un’area food allestita dalla Coldiretti con il contributo della Cantina di Dorgali, tutti attori locali che saranno presenti con stand di piatti caldi, offrendo alle persone un angolo ristoro tra un’esibizione e l’altra.

In esposizione all’Acquario, sino al 15 agosto, anche la mostra “No flash please!” curata da Giulio Capobianco.

Il programma completo è disponibile sul sito www.calagononejazzfestival.com

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